lunedì 15 ottobre 2007

ecco lui per esempio

in questo momento serena dandini sul divano della sinistra democratica e colta sta conversando amabilmente con un magistrato. si danno del tu. dietro di loro un enorme poster col suo nome.
si tratta di un uomo meridionale, bello, sicuro di sé, camicia nera con maniche rimboccate, jeans slavato, sorriso compiaciuto. alle domande della conduttrice risponde con disinvolta vanità. scrive libri. si parla dei suoi vizi, si parla del codice penale, si parla di politica, del fratellino disegnatore di fumetti. applausi. citazioni letterarie. non sbaglia una battuta. è una star.
ecco, costui è esattamente il contrario di come dovrebbe essere un magistrato.
si chiama carofiglio. gianrico carofiglio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

infatti è più uno scrittore (che a me non piace) più di un magistrato: cosa si ricorda del Carofiglio magistrato? nulla.
Il fatto di essere magistrato è per lui solo un modo per vendere più libri in quanto la gente pensa che, se è un magistrato, ne dovrà capire di gialli e misteri (ed infatti scrive libri gialli...)
In realtà, la mia limitata esperienza di penale mi dice che i magistrati italiani (tutti, PM e giudici) non capiscono nulla di gialli e miseri e trattano le pratiche a loro affidate in modo assolutamente burocratico: Caio dice che Tizio ha rubato la sua gallina? Tizio va in prigione e non gliene frega niente che, magari, Caio è un noto sparapalle e nemico mortale di Tizio. La testimonianza di Caio è la "prova" e Tizio (a meno che non riesca a provare di non essere stato lui, cosa peraltro difficilissima) se ne deve fare una ragione!
Altro che indagini complesse e fine analisi dei fatti...
AM

pim ha detto...

renato sostiene che "non bisogna leggere libri scritti da magistrati". affermazione pienamente condivisibile, nella sua apoditticità.