martedì 4 novembre 2008

la separazione consensuale

la separazione consensuale non è un procedimento.
come tutti sanno, si tratta di far firmare da un magistrato un accordo già raggiunto dalle parti in ordine ai figli, se ci sono, al mantenimento, se dovuto, ai beni della comunione, se esistenti. l'accordo così siglato viene vistato da un pubblico ministero e quindi munito di timbro che gli conferisce valore di legge e garantisce conformità all'ordinamento giuridico.

la mia proposta è che la pronunzia della separazione consensuale sia affidata ad un qualsiasi pubblico ufficiale. un funzionario dell'ufficio anagrafe, un poliziotto, un cancelliere. il timbro di omologa verrà poi emesso da un ufficio giudiziario, che però si limiterà a verificare la rispondenza degli accordi intrapresi dai separandi alle norme positive.
se con l'accordo viene trasferita la proprietà di beni immobili o di beni mobili trascritti in pubblici registri, la domanda di separazione andrà presentata a un notaro della repubblica, il quale si limiterà a richiedere il pagamento delle imposte ipocatastali e di trascrizione.

in questo modo avremo i seguenti vantaggi: migliaia di magistrati che invece di perdere intere giornate a vedere e firmare verbali di separazione, si metteranno a lavorare. intere sezioni dei tribunali d'italia sgravate di milioni di fascicoli. udienze immediate. cittadini più soddisfatti.

raggiunto l'accordo, le coppie si recheranno davanti al pubblico ufficiale di loro preferenza e si separeranno.

per esempio, potrebbe andare così:

tizio e caia, dopo aver firmato congiuntamente le condizioni di separazione, magari con l'assistenza di un legale, si presentano al comando di polizia locale più vicino a casa.
l'usciere li indirizza al primo piano, ufficio separazioni, stanza 122.
tizio e caia raggiungono la stanza. molto ampia. altre coppie siedono in attesa. prendono un numerino. l'impiegata dietro lo sportello li avverte che è opportuno cominciare a compilare il verbale e consegna loro l'apposito modulo. quando arriva il loro turno, il modulo compilato, entrano.
l'agente di polizia municipale si fa consegnare il verbale, che contiene le generalità dei coniugi e le condizioni di separazione, e i documenti d'identità. quindi, accertata l'identità dei separandi, mette un timbro in calce al verbale e chi s'è visto s'è visto.

13 commenti:

W.B. ha detto...

In genere, la risoluzione di un negozio giuridico esige la stessa forma adottata per la sua costituzione.
Questo significa che dovremmo sposarci sotto un semaforo.

pim ha detto...

se non sbaglio, non è richiesta la forma scritta per il consenso matrimoniale. l'incontro delle volontà viene semplicemente trascritto (pubblicità-notizia) negli appositi registri.

nondimeno, io sono per il ritorno al diritto romano classico, ovvero la necessità e la sufficienza dell'affectio maritalis, eventualmente sancita attraverso confarreatio.

pim ha detto...

chiedo scusa. ho capito tardi che era una battuta. sono il solito pirla.

W.B. ha detto...

In effetti.

W.B. ha detto...

Scherzavo. Non sei pirla.

pim ha detto...

è che pensavo avresti apprezzato il post nella sua vicenda complessiva.

W.B. ha detto...

Ho molto apprezzato il post.
Il problema è che nemo propheta.

Anonimo ha detto...

Sì, certo, tutti sarebbero contenti tranne il pastore tedesco.madato che nel nostropaese comanda lui...
AM

pim ha detto...

io sogno.

W.B. ha detto...

Io non capisco perché alcuni si arrabbiano se uno viene definito "abbronzato" e invece non si arrabbiano se uno dice "pastore tedesco". Qualcuno me lo può spiegare?

pastore ha detto...

bau, bau.
(bello questo commento)

pim ha detto...

più bello il tuo di quello che l'ha preceduto, questo è certo.

Anonimo ha detto...

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scusa mio cattivo italiano
ciau