martedì 16 settembre 2008

come l'ombra

ogni tanto sky trasmette dei film.

ho appena finito di vedere "come l'ombra", di marina spada.
un bel film. poco parlato. attentamente girato.
film italiano atipico, ovvero privo di attori cani, sceneggiatura a tinte forti, pretese letterarie e manierismi inutili.
più bello del più bel film di antonioni, cui la regista apertamente si ispira, ma da cui coraggiosamente, seppure involontariamente (ma dev'essere semplice questione di talento) si allontana, con mano leggera, sia quando lascia sospese le cose, sia quando filma milano.

milano è la mia città, è la città che amo di più al mondo e mi piace vederla nei film.
la simpaticissima e originalissima cosa che si dice di tutte le città, ovvero "bella, se non ci fossero i... (suoi abitanti)", è falsa per tutte le città, e invece vera per milano.

napoli non è napoli senza i suoi abitanti. i napoletani "fanno" la città.
pensiamo ugualmente a una new york vuota, o londra, o barcellona, o tokyo. immagini da the day after. perfino roma, la città più bella del mondo, è bella con le sue persone.
ecco, milano è il contrario. la gente rovina il panorama.
perché la gente di milano odia milano, e la città lo sa, lo sente e lo esprime. si vede subito. i milanesi ci abitano per forza, e appena possono scappano via.
invece di milano sono stupendi gli incroci, le strade, i semafori, le case, i marciapiedi, i mezzi pubblici, i fabbricati belli e brutti. milano vuota è uno spettacolo. sembra finalmente respirare, riprendere vita, libera da tutte quelle persone che la occupano con ottusa violenza, torme di barbari da ufficio o da aperitivo.

marina spada ama milano. la accarezza, la sfiora, la filma con misurato understatement. antonioni la sottometteva alla storia, alle sue interminabili seghe. una violenza anche quella. la spada la fa vivere, senza navigli, senza piazza del duomo, senza carrellate e senza per questo tentare strade ardimentose. semplicemente la capacità di entrare nella città.

sì, a proposito, mi devono spiegare perché l'artista debba essere "originale".
siccome nel 1940 ancora nessuno aveva inventato il "lancio di latta di vernice contro il muro", il primo che l'ha fatto è un genio?
uno può anche veramente emozionarsi per il piatto di cannelloni spiaccicati sulla tela, ma non è detto che sia arte (sempre che non sia tutto arte, del che è legittimo e aperto dibattito).
a me per esempio emoziona moltissimo il gesto tecnico/atletico nello sport.

e alura?

9 commenti:

Renato ha detto...

E' mica quello che apre con una panoramica dalla Torre Branca ????

pim ha detto...

urga, non lo so. mi son perso i primi due minuti :(
l'hai visto?
ti è piasciuto?

Anonimo ha detto...

Negli ultimi anni ho abbandonato due volte la sala:

- Come l'ombra -
e
- Terapia Roosewelt -.

Sopporto quasi di tutto, pim ne e' testimone.

p.s. http://www.cinema.beniculturali.it/
Qui trovate cifre e motivazioni addotte per continuare a finanziare questo genere di.

mcd

pim ha detto...

sarà che avevo mangiato e bevuto troppo.

Il corsaro ha detto...

Conosco una persona che l'ha visto almeno 4 volte per lavoro ed è sopravvissuta. ("Si fa così per ghignare!") ;)

A me manca, ma devo dire che sono curioso.

La Marina l'ho incrociata un paio di volte e mi è parsa un soggettone.

Posso diffondere la recensione?

pim ha detto...

ma sì, diffondi. il mondo ha bisogno di sapere :)

lobo ha detto...

Ecco cos'era quella torre, la Torre Branca.
L'ho visto oggi su sky, non è un capolavoro ma neanche così brutto come dice mdc.
Un po' troppo manierista, una sfilza di autocompiaciute inquadrature da manuale. Però la protagonista ha una bella faccia intensa.

W.B. ha detto...

mcd non mdc

lobo ha detto...

lapsus punk