giovedì 11 agosto 2011

la poetica Garnier e la cromoterapia: per un approccio scientifico al volersi bene

sono stato lettore appassionato del settimanale Io Donna per anni.
la direttrice Fiorenza Vallino rispose persino a una mia lettera.

da tempo - attribuisco la colpa al nuovo direttore - la rivista mi piace meno.
quando posso, però, la leggo sempre. nel senso che la leggo solo se non devo comprarla.

il numero del 16 luglio scorso è una miniera. scelgo la pepita più preziosa: a pagina 110 troviamo un articolo di una signora che si chiama Paola Tavella* (rilevo un errore nel sommario).
l'articolo si intitola "giocare a zona". il sottotitolo dice "marcare stretti gli inestetismi di stagione".

ù.

più che i termini mutuati con palpitante originalità dal gergo calcistico, che, sono d'accordo, è opportuno venga democraticamente allargato alle signorine, è proprio il contenuto che mi ha colpito, e affondato.

la Tavella dà alcune raccomandazioni che mi premuro di riportare.
dice l'Autrice che è importante, oltre che la scelta di prodotti adatti per prendersi cura del proprio corpo, anche "comunicare con le parti del corpo che volete migliorare o curare"
per esempio, "inviate messaggi incoraggianti al vostro interno braccia se non ha la consistenza che desiderate, e ai cuscinetti sui fianchi se si ostinano a restare mentre voi vorreste vederli scomparire"
preparata di fronte a comprensibili sussulti, l'Autrice si affretta subito a precisare che "non sono fantasie, è la scienza a suggerirlo" e all'uopo rimanda a "recenti ricerche sul Dna" le quali avrebbero dimostrato che le nostre cellule reagiscono all'atteggiamento che abbiamo verso di esse.
pertanto, insiste, "mentre massaggiate le creme o applicate i fanghi, non dimenticate di inviare messaggi amorevoli alla parte di voi stesse che volete curare"

ma non è tutto.

è importante "visualizzare il colore più terapeutico per ogni zona, secondo i dettami della moderna cromoterapia: rosso per le gambe, arancione per i fianchi e i glutei, giallo per il ventre, verde smeraldo per il petto e blu cielo per il collo e le braccia".

sono d'accordo su tutto. se poi lo dice la scienza, allora siamo a posto.
è importante prendersi cura del proprio corpo, e parlargli.
"non parliamo abbastanza, noi due" sembra dirci, se ci pensiamo.
"perché non mi ascolti?" è un'altra delle sue domande frequenti.
parliamo, dunque, parliamo. dobbiamo parlare di più. mentre ci facciamo la ceretta, ascoltiamo la giornata del nostro polpaccio; incoraggiamo il ventre, consoliamo il piede, sosteniamo con fermezza la coscia, confortiamo il collo, pungoliamo, gentilmente, la palpebra; sussurriamo, non è difficile! qualche parola dolce al nostro sedere. lui vuole sentirla da noi, non solo dagli altri. e noi tante volte lo ignoriamo, giusto? anzi, siamo sempre lì a denigrarci. sono troppo grassa, ho le gambe grosse, corte, storte, ho il naso troppo importante, le orecchie a sventola, il seno cadente, i piedi larghi, i denti gialli, la pancia, le rughe, il culo piatto, il culo largo, la cellulite, le vene varicose, l'acne, i punti neri, la buccia d'arancia, i cuscinetti adiposi, le smagliature!
no. non è così che si fa. dobbiamo fare tutto il contrario, da oggi in poi.

colori e parole gentili. questo è il segreto.

certo, i colori. ma attenzione a non sbagliare. le tette vogliono il verde, verde smeraldo. guai a massaggiarci il seno pensando al rosso: potrebbe sgonfiarsi, immelanconito, o scoppiare d'ira, furibondo. e il blu, per carità, che sia un blu cielo.

adesso vado a letto. per prendere sonno più in fretta indulgerò al buon vecchio autoerotismo. il problema è che non so che colore pensare, affinché l'operazione si svolga nel modo migliore per tutti.

proverò col nero. nero buio.

ù.

*Giornalista e scrittrice, vive a Genova dove è nata. Oltre a guadagnare il pane (e talvolta le rose) per sé, i suoi figli e il cane Stella, insegna yoga kundalini, coltiva le piante e si gode il buon tempo con le sue amiche.
che profilo accattivante, eh?
noi maschi senz'altro ci ritroveremmo in un profilo omologo:
Mario, operaio specializzato, vive a Sesto San Giovanni, ma è originario della Calabria. Quello che rimane dello stipendio, pagato il mutuo e la soppressata, lo spende per seguire in trasferta la sua squadra del cuore. Il resto del tempo libero lo passa al bar, dove si ubriaca, bestemmia e tocca il culo alla cameriera.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ricorda che la pirateria è un reato.
Diffondere o divulgare contenuti protetti dal diritto d'autore(IO Donna) porta a pagamenti di ammende e, nei casi più gravi, alla detenzione. Resta da definire il colore della pena. Pena pecuniaria fa giallo o arancione? 6 mesi di galera è verde? Dovresti chiedere a qualche collega che oltre a frequentare le aule si diletti di kundalini e babababa. D.

pim ha detto...

ho avuto come cliente un'insegnante di yoga. aveva delle gran tette. mi revocò il mandato.

Anonimo ha detto...

Ti consiglio di passare a Vanity Fair