ho un amico convinto che gli esseni di qumran siano ancora tra noi e dirigano i destini del mondo.
un'altra sostiene la sopravvivenza degli illuminati di baviera, con i loro opulenti eredi.
tutti, poi, contiamo conoscenti che sbraitano contro il complotto pluto-masso-giudaico.
e poi ci sono quelli del nuovo ordine mondiale, nelle sue variopinte declinazioni.
perfino umberto eco alla fine, nel pendolo, ci lascia in sospeso
(un finale bellissimo e pienissimo, a differenza di quelli che ci propina quel pirla di michael haneke con i suoi film fasulli).
io non ce l'ho con il grillo nazionale. no.
dicono che c'è uno in un qualche paese che ha inventato l'auto che va con le patatine, o l'acqua del rubinetto, ma che non gliela fanno fare. sarà colpa dell'imperialismo delle multinazionali. può darsi. della lobby texana-araba del petrolio. non è da escludere.
ma a me non interessa.
mi andrebbero bene anche tutti.
martedì 28 agosto 2007
amici esseni
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Etichette: beppe grillo, micheal haneke, umberto eco
mercoledì 15 agosto 2007
andiamo a casa
una volta, tanto tempo fa, andai sul blog di beppe grillo, non so più perché.
vi lessi un post che diceva, parafrasando: "oggi, solo oggi, vi dirò alcune cose della mia vita. oggi e poi basta". mi ricordo che vi si raccontava di un incidente d'auto e di altre circostanze. a me quel post ricorda un po', con rispetto parlando, michael corleone quando dice alla moglie "e va bene, per una volta, una volta sola, ti concedo di chiedermi del mio lavoro". e poi le dice il ballone.
questo per dire che anche io, oggi, rivelerò a tutti i miei lettori (che sono cinque e che mi conoscono intimamente) alcuni segreti riguardanti la mia vita privata.
uno, in particolare, che tra l'altro era segreto anche a me stesso fino a poco fa.
ho scoperto che sono completamente disinteressato a una serie di cose.
per prime la casa, l'arredamento della casa, la conduzione della casa, la vita nella casa.
mi sembra utile precisare che non sono un puzzone. quando vivevo solo lavavo il pavimento e i piatti, cambiavo le lenzuola e tutto il resto.
tuttavia, potrei vivere tutta la vita tra gli scatoloni. chiunque abbia visitato i miei appartamenti occupati da single sa che sto dicendo la verità.
l'argomento che precede mi dà il destro per un altro argomento, altrettanto interessante.
il mondo della casa.
per cominciare, tre patetiche righe.
ho fede nel principio per cui la casa rappresenta un bene primario.
penso che una casa dovrebbe essere data gratuitamente o a prezzi popolari a chiunque.
penso che quattro muri di mattoni non dovrebbero costare miliardi e costringere le famiglie a indebitarsi per tutta la vita destinando alla casa il 70% del reddito.
invece, oggi, in italia, la situazione è la seguente.
in cima alla piramide ci sono i finanziatori istituzionali.
il mercato immobiliare è retto da soggetti che costringono, sostanzialmente, la popolazione al debito.
in italia l'80% della popolazione vive in casa di proprietà. un mercato della locazione residuale e asfittico non consente domanda.
poi ci sono le imprese costruttrici, che ormai sono costituite da parvenus. tintori, farmacisti, avvocati, ragionieri si sono buttati nel mercato.
conosco decine di professionisti che si sono messi a vendere e costruire case. per fare il grano.
il problema è che, stranamente, le case costano di più, gli imprenditori sono più ricchi, ma è crollata la qualità.
facendo il lavoro che faccio, cioè l'avvocato, posso testimoniare che (a prescindere, si badi, dalla propensione al litigio in costante aumento, per motivi che tratterò un'altra volta) non esiste impresa che non riceva cause passive, fondate, per gravi vizi e difetti di costruzione.
per finire, i mediatori immobiliari. l'ultimo gradino della catena alimentare.
dal 3 al 6% su ogni compravendita. dal 10 al 20% per ogni locazione.
il tutto perché tizio è entrato nel negozio e ha affidato un mandato. a un analfabeta, falso e bugiardo, che non sarà mai perseguito se per caso dimentica di dire che manca l'abitabilità o la concessione in sanatoria.
la mia proposta è la rivoluzione del mercato immobiliare. case popolari, prezzi calmierati, mediatori, costruttori e investitori a lavorare.
non succederà mai.
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pim
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Etichette: beppe grillo, politica
lunedì 13 agosto 2007
viva israele
sono note, e trite, le battute sul mestiere di giornalista.
è del pari noto, o dovrebbe esserlo, che il mestiere in questione è parente sempre meno stretto del lavoro del cronista e sempre più di quello dell'addetto stampa.
per dirla meglio, ignoranza e cortigianeria.
ebbene, se è sempre verificata la regola per la quale è possibile leggere due articoli di segno diametralmente opposto su qualsivoglia accadimento (per esempio la penetrazione nel mercato dell'i-phone), figuriamoci cosa succede quando si tratta di politica.
entriamo in medias res.
sono convinto del fatto che la posizione filopalestinese sia figlia dell'ideologia (e sono convinto che ciò non sia una buona cosa).
sono convinto che la stragrande maggioranza di coloro che sposano la "causa palestinese" conosca assai poco la storia e aderisca acriticamente, come sempre, a un impianto sottoculturale.
sono convinto che ogni argomento a favore di tale tesi scaturisca, in ultima analisi, dai seguenti elementi: 1) il pregiudizio contro gli ebrei, il giudaismo, il sionismo; 2) volgare calcolo politico.
il libro.
il libro di allam è abborracciato, semplicistico, paraculo e gravemente carente di struttura.
tuttavia, va letto e apprezzato.
dopo un'introduzione notevole, nella prima parte l'autore ricorda - sono le pagine più belle - la sua infanzia al Cairo, quando esisteva ancora la "comunità", un insieme di persone che vivono insieme, si aiutano, si capiscono, si conoscono.
poi si racconta di nasser, del 1967 e di ciò che ne seguì.
poi di arafat, del quale, volendo, si poteva anche dir peggio ("uomo egoista e megalomane, falso e inaffidabile, tiranno e cinico, corruttore e corrotto" mi sembra un po' pochino).
poi di varie vicissitudini personali e di fatti intorno alla reale consistenza dei movimenti filopalestinesi che hanno portato l'autore a dire viva israele per difendere "la sacralità della vita".
personalmente, pur riconoscendo ad allam il coraggio e l'indubbia intelligenza, trovo l'argomento debole. o meglio, non l'unico.
non si sta con israele solo per difendere il diritto alla vita, ovvero poiché dall'altra parte ci stanno i tagliatori di teste e l'ideologia della morte.
non si sta con israele solo perché il panarabismo è una messa in scena perversa, i leader arabi sono feroci assassini, il terrorismo è il male, tutto l'impianto una colossale, tragica menzogna.
non si sta con israele solo perché siamo afflitti dal relativismo.
si sta con israele perchè israele siamo noi.
noi, noi tutti.
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pim
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