tutti gli stupidi pensano di essere intelligenti (altrimenti non sarebbero stupidi).
d'altro canto, tutti gli intelligenti, i quali, nonostante possano essere gravati da molteplici problemi, hanno la piena contezza di essere intelligenti, si dichiarano tali (almeno con loro stessi).
quindi, come possiamo discernere l'individuo intelligente?
semplice, mi si dirà. da quello che dice, da quello che scrive.
sì?
a me è capitato, e credo non solo a me, di leggere parole intelligentissime di persone che poi si sono rivelate, una volta conosciute vis-à-vis, di singolare idiozia.
sarà capitato a molti di dire, un certo momento della loro vita (magari masticando a bocca aperta, una tartina ai gamberetti tra le dita della sinistra, la destra tenuta occupata dal bicchiere):"ma chi è quel pirla?" e sentirsi rispondere: "è il più grande romanziere vivente, praticamente è dio". la parola romanziere potendo essere di buon grado sostituita con artista, pittore, scultore, poeta, regista e via così.
del pari ci sarà capitato di ascoltare parole altissime da persone che poi abbiamo sorpreso vestirsi da coniglio, con zampe da coniglio e orecchie da coniglio, applaudire a concerti di cantanti italiani, tenere di nascosto all'inter, farsi ricattare da loschi soggetti, scrivere editoriali deliranti inneggianti a lugubri leader politici o a gruppi studenteschi antisemiti.
così come l'uomo spiritoso, affascinante, generoso da lontano difficilmente lo è da vicino; così come la donna dolce, sensibile e lussuriosa da lontano si rivela il suo contrario da vicino.
(internet, da questo punto di vista, è una prova inconfutabile)
nello stesso modo in cui, il giorno in cui incontreremo il nostro idolo, ci deluderà.
quindi non solo niente è come sembra, niente è come non sembra. ma non divaghiamo.
dicevamo: nella nostra personale esperienza, che è quella che veramente conta ai nostri occhi, che sono gli unici che contano per noi, per giudicare il vero e il falso, l'intelligenza di una persona non si evince né da quello che scrive, né da quello che dice, né da quello che pensa.
il che, in buona sostanza, ci conduce a questa suprema alternativa: o non possiamo capire se una persona è intelligente, oppure nessuno lo è, oppure lo sono tutti.
oppure, definitivamente, che io sono un cretino.
venerdì 12 dicembre 2008
l'individuo intelligente
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giovedì 11 dicembre 2008
i magistrati, gli avvocati, le parti /4
ieri ero in udienza in aula sfratti. mentre aspettavo il mio amico e collega AM che si trovava nell'imbarazzante situazione di dover sfrattare, con suo grave dispiacere di uomo democratico, un marocchino detenuto presso il carcere di opera, mi sono messo a scorrere pigramente i fascicoli archiviati che giacciono tranquilli e liberi tra gli scaffali nella medesima aula sfratti.
nel giro di pochi minuti avrò fatto passare una trentina di ricorsi ex art 610 c.p.c., un paio di istanze ex art 6 L 431/98, una dozzina di ricorsi ex art. 611, sempre del c.p.c., e altre cose sparse.
allora mi sono reso conto che il lavoro del magistrato è veramente una rottura di coglioni. subito quindi mi sono dato dello stronzo, avendo io spesso gradito parlar male degli amici giudici. ho pensato guarda un po' questi che mestieraccio, decine e decine, centinaia di istanze, ricorsi, appelli, impugnazioni, comparse, memorie, note, deduzioni. tutti che vogliono, tutti che chiedono. e tu che devi soddisfare tutti. non puoi dirgli questa causa mi annoia, la sentenza non la voglio fare. la devi fare per forza. e fatta quella ce ne sono altre cento, più noiose ancora. e devi motivarli tutti, i provvedimenti (a parte certi decreti, ma sono pochini). motivare, dire, spiegare, scrivere, e scrivere bene. e non è mai finita, finché non vai in pensione. e poi gli avvocati che vengono a romperti le palle, che non sono mai contenti, che non capiscono, che si arrabbiano, che ti aspettano fuori dalla stanza per chiederti perché.
una vita d'inferno. io mi sono immedesimato, come si dice. davvero. mi sono detto ho sbagliato a parlar male dei giudici, guarda quanta cacca devono spalare.
poi oggi ho avuto un provvedimento di un giudice. l'ho letto, e mi sono sentito come sempre uno stronzo fumante. poi ho letto il codice. l'ho riletto. ho letto i miei atti. ho letto la giurisprudenza. mi sono consultato con colleghi. ho riletto il provvedimento.
quindi ho realizzato che lo stronzo, per una volta, non ero io.
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mercoledì 10 dicembre 2008
marco p.
Egli è assediato da torme di pipistrelli invisibili.
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martedì 9 dicembre 2008
I'm so tired
Scritta da Lennon a Rishikesh, insieme a tante altre, nel marzo del 1968. Registrata sette mesi dopo ad Abbey Road.
La bellezza del pezzo sta nella maliziosa ingenuità dell'esecuzione vocale del suo autore. Strofa in sordina, ritornello che sembra gridato, pur sulla tonalità bassa.
Una canzone di spontanea banalità nella melodia (quattro accordi in giro), sincera nelle intenzioni (Lennon era veramente alla ricerca di pace), divertente nel testo (Sir Walter Raleigh).
Nell'insieme, un pezzo incisivo, semplice, efficace, pulito.
Tralascio di discorrere intorno a "Paul is dead man, miss him, miss him".
Comincio da qui la mia modesta esegesi delle canzoni dei Beatles. Forse sarà questa la prima e l'ultima, io certo non lo posso sapere.
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i tedeschi l'hanno modificata, l'ortografia.
Ad Andrea G. ke va alla Ricci: spero ke kn quella dikiarazione dicevi la verità al telefono dato ke mi è stato dtt ke t 6 mexo d'akkordo kn tuo frate x farmi fr una figuraccia. Da Julia 3D Cassinis.
cara giulia,
sei migliorata, ma puoi fare di più. si vede che hai le possibilità, ma non ti impegni come dovresti.
consentimi pertanto due brevi appunti.
- dikiaraz, senza ione
- telef, senza ono
come vedi, fanno ben sette lettere di troppo.
alla tua età, sono dimenticanze un po' gravi.
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lunedì 8 dicembre 2008
rivolta contro il mondo moderno
abolire il risarcimento del danno.
abolire la sanzione.
ritornare alla reputazione.
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semel magistratus, semper magistratus
tutto giusto quello che scrive andrea romano, che è il migliore di tutti.
tuttavia, ritengo che la classe di coloro che amministrano la giustizia in Italia incontrerà la stima che si merita solo il giorno in cui ognuno dei 58 o quelli che sono milioni di italiani ci avrà avuto personalmente a che fare.
dal momento che ciò non accadrà mai, possono restare tranquilli.
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mercoledì 3 dicembre 2008
g.b. raglidi
mi si contesta la mancanza di disciplina.
fosse solo quello.
tra il fare bene una cosa e il farla alla cazzo di cane ci manca tanto così, dicevano alcuni.
la consolazione della filosofia non è abbastanza.
sono arrivato sempre in ritardo a capire le cose. anche adesso, mi arrabbio quando ormai è passato il punto di non ritorno.
mi arrabbio, ma poi finisce lì. vorresti costruire ma ti stufi subito, mi dicono.
era vent'anni fa, e scrivevamo un pezzo di teatro per prendere in giro il nostro insegnante di filosofia. in realtà stavo scappando da me stesso, da quello che sapevo sarei diventato. niente.
si chiamava "il ladro è fra noi", ti ricordi? lo demmo alla annina e lei cambiò alcuni nomi, giusto per sentirsi anche lei un po' autrice, quindi lo consegnò a suo nome al prof. non capivo, non capivo quanto eri incazzato, e non capivo perché. ci ho messo vent'anni. e adesso non te lo posso dire più, che l'ho capito pure io.
bisogna scappare, dice. sfuggire alle trasmissioni televisive, ai giornali, tutto. crearsi un mondo alternativo, chiudersi nella bellezza di bach, di van gogh.
fuggire nell'eremo.
vattene in galera. lì c'è la disciplina, le divise, le regole. tutto ordinato. e se uno vuole trovare conforto nella lettura, non ha che da scegliere. lontano da tutti, perfino dalle donne, con le loro scarpe e le loro borse. che figata.
vorrei, disperatamente, credere che questo fosse il migliore dei mondi possibili. vorrei anche io farmelo venire duro tra le pagine degli storiografi del partito, mentre mi mantengo in forma, mentre resto magro, andando a scartabellare tra le bancarelle per scoprire se togliatti censurò o non censurò i diari di gramsci.
e l'altro? quello che sta male? certo. sta male. sì sì. quanto dolore raccolto da quelle pagine. proprio lui, che potrebbe essere un esempio per tutti noi, una guida, il più dotato, il più intelligente. ah, come sta male. la sciampista l'ha piantato.
non c'è immagine di cascata che equivalga a una cascata. il cinema è sempre un'emozione triste. non mi interessa viaggiare, non serve, alla fine. ma tu ci dovevi essere, la mattina alle 6, a basse-terre, e sentire quell'umido, l'odore delle foglie sotto il sole. quell'aria lì, non c'è regista.
pure l'aberrazione di avere il blog in ordine, devo sentire. il mio fottuto blog.
avete ragione tutti.
non ne me frega più un cazzo.
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martedì 2 dicembre 2008
la catastrofe dell'umanità
la via giusta è la via difficile.
perché scrivere?
perché fare qualsiasi cosa?
sono assalito da pensieri turpi (se non sia più umano morire di tifo in una casa di fango, tra bambini denutriti coperti di mosche, che al termine di una lunga esistenza dedicata al lavoro, alla famiglia, alla celebrazione delle feste, al sesso, alle serate guardando la televisione, alle domeniche allo stadio, alla ricerca della felicità, alla settimana bianca, alla gita in barca, al sacrificio, all'automobile, alla preghiera, alla birra, allo sport, alla notte, allo studio dei classici, allo studio di funzione, alla musica, alla tradizione, alla scoperta della tomba del faraone, alla filosofia, alla farmacologia, alla conoscenza delle civiltà primitive, dei loro usi e costumi, delle loro condizioni di vita, della loro lingua, della loro fame)
mi permetto di dettare tre principi per salvare il mondo:
1. fedor dostoevskij è uno scrittore più bravo di clive cussler
2. il diario di una commessa non è di aiuto all'umanità
3. il lato oscuro della forza è più forte
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lunedì 1 dicembre 2008
sulla fiducia
sabato sono stato al salone del libro usato, alla fiera.
c'era molta fuffa, molta roba da bancarella, alcune cose interessanti, tutto a prezzi senza senso.
però ho fatto due acquisti:
- atti unici di anton cechov, edizione bur 1960 - Euro 2,00
- un manifesto autentico del partito comunista italiano, datato marzo 1977, sfilato da qualche sezione (da botteghe oscure ha detto l'uomo, ma io non gli ho creduto) - Euro 20,00
il secondo, come dice rené, va considerato un investimento.
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il grande milan
tra ieri e oggi ho visto le seguenti partite:
werder brema - eintracht
siviglia - barcellona
manchester city - manchester united
chelsea - arsenal
tutte bellissime partite.
poi ho visto il milan.
il milan è di gran lunga, e da anni, la squadra che gioca peggio al mondo. non so perché mi ostino a vedere tutte le partite del milan. ho addirittura mantenuto l'abbonamento a sky calcio perché ero convinto che quest'anno avremmo fatto un gran campionato.
invece è il solito milan. la solita pena.
il milan ha 27 punti. almeno sette di troppo.
a parte la prima partita di campionato, contro il bologna, che sarebbe dovuta finire 18 a zero per noi, in almeno altre cinque partite il milan ha rubato dei punti (contro sampdoria, atalanta, siena, napoli, chievo). il milan ha pareggiato malamente a lecce, cagliari e torino (contro il torino). poi ha perso meritatamente tre a uno contro il palermo.
tutte le squadre giocano 90 minuti. il milan, se va bene, ne gioca 45. a volte 20, a volte 10.
il milan non ha un gioco. ha un allenatore che avuto una sola idea in tutta la sua carriera (pirlo davanti alla difesa) e basta. ha giocatori presi in saldo a fine carriera (zambrotta, favalli), giocatori vecchi (inzaghi, pirlo), giocatori finiti (maldini, sheva, seedorf - il mio pallino, uno che non vorrei mai più veder giocare), giocatori scadenti (kaladze, jankulovski, bonera), giocatori inguardabili (senderos). il milan, allo stato, al suo attivo possiede: un campione (kakà), una promessa non ancora mantenuta (pato), una prima punta discreta (borriello), un bravo scarpone (gattuso), un onesto pedalatore (flamini), un centrocampista gagliardo sul viale del tramonto (ambrosini), un fuoriclasse spompatissimo e beone che gioca 5 minuti ma la mette dentro (ronaldinho). alessandro nesta, che da solo vale mezza squadra, non so se prenderlo in considerazione, visto che non ha mai giocato. in ogni caso, il milan non corre, cammina.
adesso, prima di vomitare, vado a cercare la dichiarazione di galliani del dopo partita. sarà, come sempre, una di queste due: 1) "non ci dobbiamo dimenticare che siamo i campioni del mondo"; 2) "siamo la squadra più titolata al mondo".
siamo una squadra di merda con dei giocatori di merda, una società di merda con dirigenti di merda, e dei tifosi di merda come me.
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giovedì 27 novembre 2008
ah, dimenticavo
sabato sera sul mio volo in partenza da fiumicino c'era
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martedì 25 novembre 2008
diario
sono fortunato: la convinzione mi appartiene sempre meno.
ad onta dei miei strali, mi arrendo presto e volentieri, ovunque. mi sembra un buon primo passo.
osservo, per altro verso, che il mio talento si colloca, lungo l'ideale scala, più vicino ad antonio moccia che a philip roth.
allego opportuno grafico
0……..10……..20……..30……..40……..50……..60……..70……..80……..90……..100
moccia........... io............................................ roth......... borges......................... dante
vorrei che fossero aboliti per decreto i mediatori immobiliari. penso che la mediazione immobiliare, ove ritenuta necessaria, dovrebbe essere esercitata dallo Stato, tramite appositi uffici. mi sembra una soluzione molto semplice. vorrei che lo Stato costruisse case per tutti e che le desse in affitto. se poi uno diventasse ricco giocando a pallone e si volesse costruire la villa, non sarei certo io a impedirglielo.
il pensiero, come già da tempo l'arte, è diventato suddito della moda.
eppure esiste ancora il discrimine. sono certo che, potendo, l'uomo leggerà platone anche tra altri mille anni. e non perché è stato il primo a dire quello che ha detto.
il criterio non è il quando, è il come.
il che dimostra come il tempo sia una categoria senza valore.
in questo istante, ore 2.00, ritrasmettono una puntata di sottovoce del 1996. ospite sandro curzi.
sandro curzi era un grande, per quel poco che ne ho capito in questi anni. una brava persona, un bravo giornalista, un uomo buono, sincero, simpatico e leale. un vero.
la luna esiste.
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l'unica pace
trovarmi solo su una barca
in mezzo al mare, nella notte,
e urlare tutto quello che ho
(il nome di mio figlio)
alle onde
perché solo il mare può ancora ascoltare
solo il cielo vedere.
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venerdì 21 novembre 2008
il problema fondamentale
il problema è quella cosa lì.
quella cosa esiste. c'è.
è lì che vai a finire. come contro un muro. e non c'è niente da fare.
non la puoi eliminare, né sorpassare. sei destinato a sbatterci contro. e soccombere.
irrimediabilmente.
è quello, il diavolo.
il diavolo non è malvagio, infido, malizioso.
il diavolo è stupido.
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