è un film bellissimo, al di là dell'identificazione del sottoscritto col protagonista.
l'avevo visto per tre quarti almeno tre volte su sky, e ieri sono riuscito a vederlo per intero su canale 5.
non mi accadeva da anni di vedere un film su una rete diciamo terrestre, e in particolare su canale 5. alle tre stanotte ho rivisto anche santa maradona (film che ha fatto gridare al capolavoro alcuni critici), il quale è un poco meglio della gran parte dei film italiani (che sono tantissimi, se uno ci fa caso. in Italia siamo pieni di giovani registi. se uno guarda appuntamento al cinema scopre almeno dieci film italiani in un colpo solo) ma resta il solito filmaccio con attori scadenti (anita caprioli, insopportabile) attori sopravvalutati (il solito accorsi), scritto benino ma col consueto provincialismo, inesistente nel soggetto, deprimente sotto il profilo tecnico, privo di qualsivoglia sostanza nell'insieme.
ma io volevo dire di the weather man.
è scritto, benissimo, da steven conrad (che poi scriverà la ricerca della felicità, film che ho odiato: non si capisce perché uno debba andare a dormire nel cesso della stazione con il figlio di 5 anni nella speranza, un domani, di essere assunto da una finanziaria - e non si capisce perché dovremmo essere felici quando accade), diretto da gore verbinski (quello di the ring).
si svolge d'inverno. è un film che parla di un padre sfortunato, non molto dotato forse, ma diligente e speranzoso. un uomo sofferente, imperfetto, universalmente disistimato. un uomo che si sforza di essere adatto, non ce la fa, e allora compra dei vestiti alla figlia, scrive un pessimo romanzo, picchia l'insegnante del figlio, accetta un lavoro che disprezza e finalmente acquista un arco e si mette una faretra sulle spalle.
grande film.
martedì 24 giugno 2008
the weather man
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Etichette: cinema
io esclamo
per cinque anni ho lavorato come consulente legale presso un'associazione che tutela i diritti dei consumatori. si risponde al telefono e si risponde alle lettere.
potrei dire qualcosa su come funziona il mondo dell'associazionismo, ma non lo faccio. storia lunga e noiosa. concentro invece le mie forze sul versante della domanda, sul tipo umano, colui che si rivolge. più interessante, a parer mio.
l'associato-tipo di tutti gli organismi che si vantano di proteggere gli interessi dei molti, dei deboli e dei bisognosi è completamente pazzo.
come tutti i pazzi, anche questo non fa nulla per nascondere la sua qualità.
i tratti immediatamente distintivi del pazzo in questione, nelle sue lettere, sono:
- l'uso dello stampatello maiuscolo, nel testo minuscolo, a indicare parole particolarmente significative per l'autore (BASTA, STUFO, FINIRLA, MAI, CHIEDO e così via)
- l'uso abnorme dell'interpunzione, con significativa inclinazione verso il punto esclamativo (ORA BASTA!!!)
- il ricorso abbondante al vocabolo raffinato, alla metafora e finanche all'ossimoro, ove l'autore abbia compiuto studi superiori ("un assordante silenzio", "l'ennesimo balzello") spesso accompagnato da autentiche perle (celebre fu il "divieto di anacoluto nei rapporti di conto corrente bancario")
sono cose più o meno note.
ma ci fanno riflettere. perché prima ancora della scelta degli aggettivi o dei sostantivi (la quale può anche trarre in inganno, ove l'autore consulti con attenzione un dizionario dei sinonimi e dei contrari), prima ancora della costruzione del periodo (la quale può essere figlia dell'imitazione), prima ancora della scelta del carattere, dell'impostazione della pagina, del tenore lessicale (tutte opzioni potenzialmente ingannevoli) è la punteggiatura la prima vera fonte rivelatrice di ciò che racchiude il cranio dello scrittore. è il dna dell'autore. la sua spina dorsale. il suo sistema nervoso. non si sfugge.
e allora, quando leggete un qualsiasi scritto, la prima cosa da fare è vedere dove sono piazzate le virgole, i punti, i punti e virgola, i due punti. e soprattutto, prima di tutto, il primissimo, primissimo, infallibile e fondamentale segno per sapere chi ci sta di fronte col suo pezzo di carta è il punto esclamativo.
dimmi quanto esclami e ti dirò chi sei.
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martedì 17 giugno 2008
puffi
quando si ascolta la propria voce riprodotta si resta un po' straniti. alle nostre orecchie suoniamo diversi. e anche, temo, diversi appaiamo ai nostri propri occhi.
a volte mi chiedo come mi vedono gli altri. dopo qualche anno su questa terra un'idea me la sono fatta: alcuni mi vedono come un puffo, un furetto, un nanetto tutto agitato e scalpitante. altri come una specie di giuggiolone dal momento nevrotico, altri ancora come un ragazzino stranito e troppo pensieroso. certo è che dalla mia persona promana un'aura di decadenza, di alienità, di fatica.
anche io ho provato il sentimento caro all'intellettuale stanco.
il disgusto.
disgusto per la mamma che spinge il passeggino, per gli individui sulla banchina in attesa del treno, per chiunque, per tutti, per ognuno, per te, per me stesso.
voci, rumori, odori, gesti, le parole, i vestiti, i corpi: la verità è in nessun luogo.
e, pure solo, non riesco a guardare come vorrei nemmeno il battistero e il duomo, troppo distratto. forse non lo posso nemmeno fare. forse anche quello è nulla, solo marmo, pietre una sopra l'altra.
i bambini dovrebbero crescere da soli, con altri bambini. senza imparare usi e costumi dei genitori, cui poi finiscono tragicamente per somigliare.
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martedì 10 giugno 2008
chissà quante persone hanno avuto un incidente ieri sera, mentre stavano andando a vedere la partita dell’italia in televisione.
saranno state di più o di meno dei pellegrini che ogni anno, sulla strada per il santuario, finiscono con il pullman nella scarpata?
è impossibile andare in un pronto soccorso senza trovarvi un bambino che soffre.
gli insetti non si ammalano, invece.
- è perché sono esseri semplici. la macchina più è complessa più ha probabilità di ammalarsi
- a questa stregua, Dio dovrebbe essere sempre a letto con la febbre.
- no, perché noi siamo esseri finiti. è la mescolanza finito/complesso che è esiziale.
- non è vero. i computer sono finiti ma si ammalano tutti con la stessa probabilità, a prescindere dalla loro complessità.
- sbagliato: i computer sono tutti uguali, la complessità non è che una maggiore capacità di calcolo. e uomini molto stupidi possono campare assai meno di uomini molto intelligenti.
- il cane è meno complesso dell’uomo, così il pesce rosso. la loro speranza di vita è nota.
- sì, ma il cane e il pesce si ammalano meno.
- allora mettiamola così: un algoritmo è sempre finito e può essere estremamente complesso. l’algoritmo estremamente complesso viene eseguito senza errori sempre e comunque. ovvero, la complessità di un algoritmo non comporta patologie che ne possano determinare la non eseguibilità
- la natura non è algoritmica.
- già.
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giovedì 5 giugno 2008
la foto del vecchio
leggo gli eccitati blog di alcuni miei coetanei e mi sento il solito disadattato.
non mi eccita il nuovo disco di nessuno, e non compro nessun nuovo disco da anni (magari se me li regalassero li ascolterei e mi ecciterei, chissà)
non vado quasi mai al cinema
non vado a nessun concerto dal 1996 (ac/dc, forum di assago)
non vado allo stadio
non vado ai musei e non vado alle mostre (mi dà fastidio la gente, la coda, la folla, non capisco il fatto in sé, soprattutto)
non vado a ballare da anni
non canto più in macchina mentre guido. e poi guido sempre peggio.
se passo la notte in bianco è solo perché ho mangiato troppo
la sera mi piace stare a casa.
qualcosa mi eccita ancora, però.
mi eccitano le donne, preferibilmente nude, o in lingerie bianca o nera, non rossa.
mi eccita parlare di politica, o di qualsiasi altra cosa, con persone intelligenti
mi eccitano i giochi per playstation e wii
mi eccita guardare film e sport in televisione
mi eccita, talvolta, suonare.
è la fotografia di un vecchio.
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l'ansia di scegliere
una volta si trattò di scegliere il numero da apporre sulla mia bicicletta.
lo ricordo come un momento di ansia terribile.
perché scegliere?
è una cosa che non ho mai capito.
non capisco tutti quelli che scelgono in continuazione in ordine a cose completamente inutili. il colore dell’asciugamano, la marca del portaombrelli.
gli amici si scelgono, e a volte le mogli.
non si scelgono i figli, i genitori. eppure li amiamo lo stesso.
cos’è tutta questa ansia di scegliere?
le scelte di una vita dovrebbero ridursi a un numero piccolissimo.
invece i pedagoghi ci dicono che è importante che il bambino sviluppi un suo carattere, una sua capacità critica, iniziando a scegliere sin da piccolo.
il mio sogno è avere una persona che scelga i miei vestiti, le mie scarpe, la mia automobile, la mia casa, i mobili che la arredano. vorrei scegliere il meno possibile. non credo nelle virtù taumaturgiche della volizione. semmai il contrario.
la scelta è un’altra foppa in cui incappare.
simulacro della creazione. illusione di potenza. inganno della volontà.
il desiderio di crederci artefici del nostro destino porta a conseguenze aberranti.
non sono determinista. non credo in dio. non credo.
e a questo punto il discorso porta lontano.
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giovedì 29 maggio 2008
la mia campagna
d'inverno mi riscaldo un pochino con una stufa a gas, di quelle con la bombola dietro la griglia. l'accendo appena entro in casa, poi mi spoglio, accendo la televisione in bianco e nero, metto sulla raiuno, che si vede abbastanza bene. accendo la candela, spengo la luce. prima di addormentarmi spengo la stufa, poi la tv, poi la candela, che lascia un buon aroma nella stanza. d'inverno è bello perché non ci sono gli insetti, e sotto il piumone alla fine si sta abbastanza bene.
d'estate fa molto caldo. per cercare di dormire a volte metto il materasso fuori dalla porta, per terra. il materasso è vecchio e scoppiato, quindi non credo di fargli un gran torto. il problema d'estate è che ci sono delle specie di zanzare microscopiche e silenziosissime che mi tormentano per tutta la notte. sia d'estate che d'inverno, in ogni caso, il coprimaterasso che mi viene consegnato è inidoneo, nel senso che non resta mai dove lo metto e quindi mi sveglio sempre, tutte le mattine, con il corpo direttamente a contatto col materasso e con la fauna impercettibile e perniciosa che lo abita.
c'è l'aria pulita. e quasi sempre il cielo è sgombro, così prima di dormire riesco a stare qualche minuto sul ballatoio che sta sopra il giardino a guardare le stelle.
mi appoggio alla ringhiera, dico cose a voce alta tanto non mi sente nessuno, ed è bellissima questa certezza, poi riacquisto un po' di pace e sto anche io zitto.
così partecipo alla natura. sto in ascolto e guardo il cielo.
e finalmente, solo, lì, in mezzo alla campagna, sotto le stelle, sotto le stesse stelle che furono di tanti prima di me, finalmente capisco.
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giovedì 22 maggio 2008
giù le mani dal valoroso popolo rom
noto con piacere che la moda del momento, sui blog, è la difesa dei rom.
benissimo.
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mercoledì 21 maggio 2008
excerpta
tanto per dare un'idea, neh.
1) sulla solitudine dell'uomo moderno
a) lei a lui
Al ragazzo che appena salga sul 12 inzi a guardarmi: poi io guardo te...io mi chiamo Daria.
A te in macchina che mi hai salutato in via Vitruvio mentre guidavo il tram il 15 maggio alle 11 circa: grazie del tuo sorriso, sei molto carino. La tranviera.
Al ragazzo del corriere euroline che mercoledi 7 maggio ha fatto una consegna in via Cenisio: devo aspettare un'altra consegna per rivederti?
Per il ragazzo che vedo la mattina in p.za Napoli: io scendo dal 14 mentre tu sali, sei bellissimo e vorrei tanto conoscerti.
Da biondina a ragazzo con lo skateboard: venerdi 9 intorno alle 13 eri sulla 61, sei sceso in p.za Risorgimento. Spero di rivederti.
Al tipo k lavora alla Treesse d via Torino: sn la tipa k ha preso un cappellino e d cui nn sapevi il prezzo, ma tu nn eri incluso nel prezzo?
Al ragazzo con gli occhi azzurri che è salito a Lambrate alle 8.30: sei davvero interessante! Avevi i mocassini e i bermuda blu, mi sei piaciuto subito.
b) lui a lei
A Nicoletta della Combipel di via Cuneo: quando ti vedo passare il mio cuore batte forte, sei bella, vorrei parlarti.
Alla ragazza svedese che sabato suonava il violino in via Sarpi 6: il tuo fascino mi ha colpito e vorrei rivederti! Scrivimi a ***** il cameriere che ti ha salutato alla fine.
Per la bionda (straniera?) che giovedì 15 maggio pranzava al bar Madonnina verso le 13.30: mi hai sorriso mentre stavo andando via. Vorrei tanto conoscerti.
Alla ragazza mora della reception Mattel: ti guardo sempre quando scendi alle 15, mi fai impazzire! Incontriamoci.
Alla ragazza con capelli lisci, giacca e pantaloni neri: maglia fuxia. Scesa dal tram 9 in 5 giornate alle 13.20 circa di lunedì 5. Mi piacerebbe conoscerti.
Alla dolce coda bionda che ogni giorno m'acconpagna da Duomo a Repubblica alle 18.12: vorrei non scendessi mai. E non so come dirtelo, Massi.
2) sulle virtù dei conducenti di mezzi pubblici
Al tranviere della linea 14 che lunedi 12 maggio alle 8.45 ha fatto scendere tutti i passeggeri al Monumentale: quando ti ho visto mi è passata l'arrabbiatura. Spero di rivederti!
Alla tranviera del 27 che passava in via Cusani alle ore 10 del 19/5: capelli chiari, sei stupenda ti ho incrociato e mi hai folgorato solo averti visto per due secondi, posso conoscerti? Un taxista.
All'affascinante brizzolato delle nord: qualsiasi cosa succedera' anche tu sarai per sempre nel mio cuore, ormai fai parte di me. Mora
Al conducente della linea 15 di sabato 10 maggio alle ore 11,50: sei come una stellina che brilla nel cielo,ti sogno anche di notte.
Al conducente della linea 202 di venerdi 25 aprile: sei molto bello, hai un sorriso affascinante.
Al tramviere più bello della L.14 rasato: con occhiali Ray Ban. Tutti i giorni prendo il tuo tram e non ho mai il coraggio di avvicinarmi. Vorrei solo sapere perché sei così triste e sempre arrabbiato? Risp sul Leggo. Sarò ben lieta e felice di conoscerti e se vuoi consolarti. Erika82. Tua fan.
c) ancora sul maschio dominante
Alle due guardie giurate di piazza Schiavone: siete fantastiche. Vorrei conoscervi meglio, una ammiratrice.
Al controllore che sta nella cabina in Cadorna: sono la rossa con la quale ci siamo scambiati un sorriso...se vuoi conoscermi! By Lalla.
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lunedì 19 maggio 2008
tutto ok
il cliente che doveva pagare non ha pagato
l’inter ha vinto lo scudetto
il milan è fuori dalla champions
ha vinto valentino rossi
ha vinto nadal su federer
ho litigato
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domenica 18 maggio 2008
È possibile che sia Dostoevskij sia Tolstoj abbiano detto più volte nella vita le parole “cazzo” o “culo” pur non avendo mai scritto né la prima né la seconda in nessuno dei loro libri.
La stragrande maggioranza degli esseri umani prova il frequente desiderio di commettere un reato, preferibilmente di sangue.
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giovedì 15 maggio 2008
ieri
ieri justine henin si è ritirata. non sentiremo la sua mancanza.
anzi, senza di lei stiamo molto meglio. grazie. grazie di cuore. stai pure dove sei.
ieri ricorreva anche il sessantennale della nascita dello stato di Israele.
personalmente non conosco che pochi ebrei: un'avvocatessa che non mi saluta; un cliente che non mi paga e che truffa il prossimo; un altro che mi ha tirato sotto con la macchina.
non ho alcuna simpatia a prescindere per il popolo ebraico. spesso trovo gli ebrei insopportabilmente arroganti e protervi.
nondimeno, per riassumere la mia posizione intorno al discorso arabo-israeliano:
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mercoledì 14 maggio 2008
death proof
grindhouse: death proof è un film bellissimo.
me lo sono visto già 4 volte, un paio delle quali in inglese (come sempre la versione da preferire).
lasciamo perdere ogni discorso sulla tecnica, le citazioni, la sceneggiatura, la colonna sonora, le tarantinate cui siamo abituati. il virtuosismo e la cultura cinematografica dell’autore sono fin troppo noti.
qui il valore aggiunto sono i personaggi femminili.
mai viste delle donne così.
se fossi una donna vorrei essere jungle julia, o zoe, o abernathy, o butterfly, o kim, o anche lee.
spettacolo.
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sabato 10 maggio 2008
feeling like...
"quello di paul è una schifezza. quello di ringo è buono ma io non lo comprerei. quello di george è inascoltabile. devo essere sincero, preferisco me stesso".
john lennon, 1970, a proposito degli album da solisti degli altri ex beatles.
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opale
stanotte verso le due la raitre trasmette uno dei miei film preferiti: il testamento del mostro, ovvero, nel titolo originale, il testamento del dottor cordelier. la versione di renoir del più celebre racconto di stevenson. il personaggio di monsieur opale (ovvero hyde) è uno dei più sconvolgenti della storia del cinema. un capolavoro senza pari.
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