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martedì 6 gennaio 2009

Apocalisse 3,19

e così, oggi il foglio annuncia, con un comunicato che personalmente trovo abbastanza orrendo ("lavoriamo in una casetta affacciata sul Tevere e in un appartamentino milanese con il parquet che scricchiola divinamente...facciamo cadere in deliquio i maestri del gusto, irritiamo un sacco di gente, piacciamo a una folla di lettori...non siamo indipendenti, al massimo siamo scostanti") che da lunedì il prezzo del quotidiano sale del trenta per cento.

sostanzialmente, come fece già il manifesto anni fa, non ci stiamo dentro.

certo, il foglio è "uno dei giornali più belli del mondo"; il foglio è "indiscutibilmente un successo, ha un indice di interesse e di gradimento altissimo". certo.

certo, tutto aumenta, e la milano da bere non c'è più. nondimeno, i giornali sono in salute finché c'è qualcuno che li legge. non sarà che tante volte la gente, e magari i lettori stessi del foglio, ne hanno avuto abbastanza delle leccate di culo al santo padre e ai suoi bravi?

io gli do ancora un anno di vita.

mercoledì 2 gennaio 2008

moratoriamo

ogni volta che prendo l'aereo (e mi capita spesso) mi chiedo il motivo per il quale si è costretti a sentire la pappardella sulle dotazioni di sicurezza.
gli aerei non cadono mai, e quando cadono la pappardella che nessuno ha sentito è perfettamente inutile.

ora, l'aereo è di gran lunga il mezzo di trasporto più sicuro al mondo. facendo delle proporzioni a spanne, ogni volta che saliamo in macchina dovremmo sentire, prima di poterci muovere, venti ore di spiegazioni, e un'oretta in treno o in nave.

dunque, visto che si parla di moratorie (a proposito, la petizione di ferrara sull'aborto è "inascoltabile", come disse lennon del primo album da solista di harrison, wonderwall music) la mia proposta è: provvisoria e illimitata soppressione del discorsetto sulla sicurezza negli aerei.

giovedì 6 dicembre 2007

redazionale anch'io

luca sofri e matteo bordone si permettono di schernire uno dei tanti poveretti pagati dal foglio per dire peste e corna degli atei e parlare bene del papa. il direttore risponde trattandoli come dei puffi.

premesso che da un uomo grasso come ferrara mi aspettavo un poco più di finezza, nel merito mi trovo quasi in imbarazzo nel dover dire che il poveretto in questione dimentica una cosuccia come quindici secoli di barbarie nel nome del signore.

tuttavia, dal momento che siamo alla vigilia dell'immacolata concezione e nei pressi del santo natale, e dal momento che l'unica cosa che ci può salvare è la speranza, ecco, io spero che tra qualche anno torni tra noi un giornale senza preti, mummie, barbe, bibbie, sigari, motociclette.

mercoledì 3 ottobre 2007

la chiesa democratica

questo dovrebbe essere uno strappo alla regola (che vorrebbe il blog lontano dal costume), ma non ne sono tanto convinto. né dello strappo, né quindi della regola.
parentesi. l’espressione strappo alla regola mi fa sempre venire in mente la trasmissione di cabaret “due di tutto”, una pezzentata pazzesca che davano sulla rai più di vent’anni fa in cui a un certo punto arrivava una con le bombe grosse e una maglietta con la scritta “la regola” e siccome il numero seguente sarebbe durato più di due minuti, si dava luogo allo strappo. e alla visione delle bombe.

non so quanti lettori abbia perso o guadagnato il foglio da quando il suo direttore ha scelto di mutare la linea editoriale e farlo diventare l’organo ufficiale della CEI.
avrà perso un po’ di liberali e guadagnato qualche baciapile, immagino.
l’altroieri sera da ferrara c’era il teologo vito mancuso.
il teologo. persona degnissima, s’intende, ma sempre teologo.
ieri sera si parlava della birmania.
ferrara ha esordito dicendo che in birmania “il clero si batte per la libertà”.

ora, io sono contro il relativismo.
e sono quindi a favore di un pensiero forte. rectius, del pensiero.
la sinistra ha avuto il grande demerito, tra i tanti altri, di favorire, all’alba del fallimento marxista, l’ascesa del pensiero debole, attraverso i vattimo e i cacciari.
pensiero debole che ancora oggi è portato avanti dall’intera classe politica. in questo caso, oltre tutto, filtrato dalla pochezza culturale dei suoi campioni quando non rappresentato addirittura in modo inconsapevole.

ebbene. la scelta di sposare il Pensiero s’imponeva, di fronte alla dilagante ascesa dei simpatici maomettani.
ritengo, nel mio piccolo, che la scelta di sposare la chiesa cattolica sia stata la più facile, la più comoda e la più pericolosa.
la più facile e la più comoda perché ci sono biblioteche sterminate, pensatori finissimi, strumenti infiniti.
quando hai a disposizione san tommaso, non ti serve scomodare massimo fini.
la più pericolosa perché conduce a una strada chiusa.
la chiesa cattolica non è democratica (piantiamola con questa cosa patetica che i cattolici, loro sì, ci lasciano essere atei, se vogliamo. vorrei anche vedere); essa è, anzi, espressione del pensiero reazionario nel senso deteriore del termine.
vorrei chiarire: la religione è una cosa seria (come può esserlo il male). la chiesa cattolica no.
bisognerebbe cercare di non fare confusione.

sì, perché san tommaso va bene anche a me. e anche sant’agostino.
la speculazione filosofica cristiana è, spesso, altissima.
è la filosofia anche cristiana che possiamo riguadagnare, da cui possiamo tornare a prendere le mosse.
ma non sono i papi.
per svegliare le coscienze intorpidite dal relativismo, per contrapporsi alla teocrazia islamica non è necessario vagheggiare anche da noi il potere temporale dei papi.

e poi, forse, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non l’ha detto solo gesù.

non basta pubblicare ogni tanto un articolo su drieu la rochelle
si può, per esempio, fare ciò che la sinistra italiana, finché ne ha avuto la possibilità, ha impedito. rivalutare la storiografia cosiddetta di destra, lo spiritualismo, il tradizionalismo. per esempio riparlare di julius evola. per esempio riparlare di gnosticismo, di neoplatonismo, dello spirito liberale che animò i mutamenti politici del diciottesimo secolo. del terreno culturale sul quale nacque la massoneria.

no. il papa.
il papa, i cardinali, i teologi.

la teologia è una disciplina di eccezionale interesse.
ma per chiudere le moschee non serve.