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mercoledì 11 luglio 2007

marmi, legni.


il mio compagno di banco del liceo si è suicidato. più o meno una quindicina di anni fa. si è buttato giù dal settimo piano. era il più bravo della classe. si chiamava alberto cavina. al funerale c'eravamo tutti, tranne una, che oggi fa la giornalista al corriere. un anno e mezzo fa si è suicidato un altro mio compagno di classe, riccardo bonavita. un poeta. un amico. ci penso spesso. un mese dopo la sua morte abbiamo fatto celebrare una messa in suffragio, per ricordare lui e alberto. quelli che potevano hanno partecipato. la giornalista ha deciso di non essere presente (per rispetto, ha detto, della volontà di riccardo, che era comunista).


ieri sera mentre tornavo a casa sono passato dal parco di trenno e mi sono fermato davanti a un cimitero di guerra. io abito nel quartiere da quando sono nato (40 anni, direi) e il milan war cemetery lo conosco da sempre, ma non ci ero mai entrato, prima di ieri. al tramonto, c'era un cielo tumescente, violaceo, fresco. non c'era nessuno e ho varcato l'ingresso. mi sono messo a leggere sulle lapidi i nomi dei caduti britannici nella guerra di liberazione 1943-45. tutti ragazzi giovani, 20, 25 anni.


in fondo al cimitero c'è una cappella. mi sono avvicinato e ho visto una sorta di tabernacolo. all'interno un libro per i visitatori. l'ho aperto. ho letto il primo nome sul diario.


bonavita.