si è impiccato.
sogno che le sue pagine possano salvare le vite di altri.
domenica 14 settembre 2008
david foster wallace è morto
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sabato 13 settembre 2008
l'età rurale
chi si rivolge scrupolosamente alla droga, all'alcool, al buon pastore, al santone, al libro dei miracoli lo fa, mi sembra evidente, perché non sta (molto) bene.
se uno stesse veramente bene, ovvero se possedesse la tanto desiderata pace interiore, se fosse capace di gestire e superare il dolore, se fosse in grado di vivere con gli altri in armonia e serenità, non avrebbe bisogno delle parole o delle pozioni taumaturgiche del dottor Tizio.
invece, per l'appunto, accade il contrario.
le librerie sono colme di testi su come "guarire", su come "migliorare".
le persone fanno cose cui, giustamente, faticano a dare un senso (il matrimonio, il lavoro, l'aperitivo, il sesso, la messa) e poi, nel buio della loro cameretta, si interrogano in silenzio, magari alzando supplici sguardi al cielo, magari recitando segrete preghiere, magari conferendo al diario il privilegio dei loro più intimi dubbi. i più intraprendenti, o vanesi, si affidano al blog.
l'industria cinematografica produce, da qualche tempo, filmoni campioni d'incassi che rivelano come qualmente la realtà non è quella che noi vediamo, ovvero che è in arrivo la fine del mondo.
l'orrore del vuoto è normalmente placato da aida yespica.
per chi non si accontenta, soccorre il Calmo Dottore.
l'uno, come l'altra, sono il problema, non la soluzione.
l'unica risorsa per l'uomo è il suo prossimo.
non so se mi sono spiegato.
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mercoledì 10 settembre 2008
cormac, o del dialogo morra
su suggerimento dell'amico doppiovubi, mi sono posto alla lettura della trilogia della frontiera (bel titolo da cofanetto), cominciando dal pluripremiato "cavalli selvaggi".
per quanto la desertica tecnica narrativa del mc carthy sia anche efficace e prensile (nel senso del lettore), avanzare paragoni con faulkner mi pare leggermente azzardato.
non fosse altro che per il fatto che in un libro di duecento pagine ci sono 170 pagine di dialoghi stile "morra", inesistenti in faulkner.
trovare faulkner in ogni americano che parla di vinti, cavalli, campi, sud e sangue è un po' come invocare i beatles ogni qualvolta compare un gruppo pop inglese che arriva al numero uno della classifica.
se poi la morra è l'ultima frontiera della letteratura, beh, allora...
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la posta di silvia
si sa che il quotidiano "il foglio", come il suo direttore kaneiano, è da tempo specializzato nella difesa dell'indifendibile, non importa di chi, dove o come. non si inscrive in questo triste contesto, ma in uno ancora più triste, la difesa della candidata vicepresidente del partito repubblicano americano.
ma se il foglio sta orgogliosamente diventando la caricatura di un quotidiano, c'è chi riesce a fare peggio.
il settimanale grazia, per esempio, ha conferito a silvia toffanin (allego sintetica ma pregna pagina biografica) un ampio spazio per rispondere alle lettere delle lettrici.
dico silvia toffanin.
scrive marina: torno dopo una settimana di vacanza al mare. eravamo due coppie. l'altra lei si cambiava d'abito almeno quattro volte al giorno: mattina, pomeriggio, aperitivo, sera. aveva collezione infinita di infradito e non faceva che mostrarle. e sì che eravamo in un semplice club med... ti sembra normale?
risponde silvia: suvvia, marina, non c'è da agitarsi tanto. un po' di vanità, un po' di insicurezza, la voglia di essere belle. cosa dire allora di quegli uomini che cambiano l'auto quattro volte al giorno a seconda degli appuntamenti della giornata? almeno i vestiti non inquinano :)
ora.
intorno al merito, delle due l'una: o io, avvocato quarantenne in milano, vivo in un mondo tutto mio, poiché non ho mai conosciuto, né visto o sentito dire di un uomo che cambia l'auto quattro volte al giorno, oppure silvia vive in un mondo tutto suo, nel quale questo accade normalmente, e allora bisognerebbe metterle un grembiale e mandarla a lavorare a calci nel culo.
intorno alla rubrica, delle due l'una: o le risposte della bella silvia le scrive una galoppina qualunque, e allora è colpa del giornale, che non dovrebbe consentirlo, o le scrive silvia personalmente, e allora è colpa del giornale che gliele pubblica.
mi sorge infine la solita domanda: è per forza comunismo o toffanin?
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martedì 2 settembre 2008
eckhart tolle, m.d./2
ogni due o tre generazioni salta fuori qualcuno che pensa di fare il furbetto. dal momento che viviamo nell'era della velocità, è possibile sperare che nessuno si accorga del furto.
ma il furto c'è. e grosso, anche.
cominciamo da dove abbiamo lasciato.
il nostro amico ci racconta che fino a trent'anni viveva nel dolore. poi, come ogni eroe che tale si voglia dire, ha la sua brava notte dell'innominato. poi finalmente scorge la luce e la bellezza del creato. la disarmante banalità del fatto è equipaggiata con perle preziose. sublimi il racconto dei due anni trascorsi in pera nei parchi e la rivelazione della propria missione spirituale: si diventa maestri spirituali quando qualche buontempone ci domanda come si fa a trascorrere intere giornate sulle panchine con un sorriso ebete stampato in faccia.
e veniamo al merito.
sinteticamente, quali sono gli insegnamenti fondamentali del maestro Tolle?
- liberarsi dalla mente (voi non siete la vostra mente. voi siete il vostro corpo)
- dissolvere il corpo di dolore (identificazione dell'ego con il dolore)
- sapere che nulla esiste al di fuori dell'adesso (negatività e sofferenza si radicano e si nutrono mediante il tempo)
- sapere che tutti i problemi sono illusioni della mente (essere presenti. sentire la presenza e la pienezza dell'Essere)
- realizzare la consapevolezza pura (io sono qui. io sono adesso. entrare nel corpo)
- costruire relazioni illuminate (abbandonarsi e abbandonare la negatività, non temere la morte, imparare la compassione globale)
- accettazione dell'adesso (arrendersi al flusso della vita. trasformare la sofferenza in pace interiore).
mica male, no?
orbene, questo libro è un insulso, patetico, schifoso e sfrontato mélange dei peggiori luoghi comuni prelevati dalle religioni conosciute, condito con la risciacquatura dei temi portanti della controcultura e insaporito da una spolverata di microsemi di psicologia da ebdomadario.
è purissimo sincretismo da supermercato. spunti di riflessione da bancarella alla fiera del brocantage. roba da radio deejay, da sedicenni sull'autobus, casalinghe insoddisfatte, studiosi della Superficie, ricercatori dello stantìo. religione da fast food e paraculaggine manifesta. misticismo per i meno dotati. lezioni di vita sputazzate dal solito guru fasullo, il solito santone che vive "in pace", sorridente e calmo, condiscendente e placido uomo dal robusto conto in banca.
l'amico Tolle è sapiente nel mescolare buddhismo, cristianesimo, induismo e perfino sufismo. qua e là racconta l'aneddoto zen, il passo del vangelo, la parabola, il proverbio indiano, l'aneddoto tradizionale, l'esercizio yoga, la summa junghiana.
trascendentalismo empirico. immanentismo contingente. il Tutto, l'Essere, la Presenza.
ma non è solo questo.
è la ridigestione, peraltro assai poco ruminata, dei fermenti della rivoluzione culturale che trovò luogo verso la fine degli anni '60 e i primi anni '70 del secolo scorso.
il potere di "adesso". che ridere.
dobbiamo ricordare che il "now" era lo slogan, la bandiera dei movimenti rivoluzionari. la simultaneità, l'istantaneità, la mentalità del now furono la spina dorsale del decennio 1963-1973, gli anni in cui davvero sembrò cambiare il mondo.
l'essere "qui" e "ora" era l'imperativo.
be here now, simbolo della controcultura e del movimento hippie, è il titolo di un celeberrimo libro scritto da Richard Alpert nel 1971. Alpert lo pubblicò con il nome di Ram Dass, come tuttora si fa chiamare, dopo la sua conversione all'induismo. lo slogan parafrasa l'insegnamento vedico secondo il quale soffermarsi sul passato e sul futuro significa essere morti nel presente.
il qui e ora, vivere il presente, affrancarsi dal passato, non temere il dolore e la morte, abbandonarsi alla corrente, staccarsi dall'ego, sentire il corpo.
tutte cose che sono state dette più o meno una quarantina di anni fa. quando era il momento.
adesso, proprio no.
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Etichette: letteratura
eckhart tolle, m.d./1
qualche tempo fa ha fatto la sua comparsa in casa mia (non serve dire come o perché) un libro che si chiama "il potere di adesso", scritto appunto dal signor tolle, medico tedesco.
una guida all'illuminazione spirituale. la scoperta "qui" e "ora" del proprio vero Essere. un viaggio spirituale alla ricerca dell'essenza della vita e del benessere dentro di noi
la casa editrice è armenia. la quale ha pubblicato altri intriganti volumi. di seguito un breve elenco dei più significativi:
di Louise L. Hay: guarisci il tuo corpo; ama il tuo corpo; ama te stesso; meditazioni per guarire la tua vita; pensa in positivo; pensieri del cuore; il potere in te; puoi guarire la tua vita; sì, puoi farcela!; il valore delle donne; vivere!; storie vere di gente vera, louise risponde.
di Vera Pfeiffer: la felicità interiore; la trappole del dovere; vivere in positivo; il potere dell'ottimismo; il potere del pensiero positivo; il nuovo pensiero positivo.
di Norman Vincent Peale: volere è potere; il pensiero positivo oggi; puoi se vuoi; il pensiero positivo.
di autori vari: guarisci te stesso; il potere della volontà; vivere nella luce; il sì che guarisce; autostima; la voglia di guarire; puoi avere ciò che vuoi, vivere nella luce, costruisci la tua vita, buddhismo per mamme; supergatto; che cosa viene dopo?; la mia vita con gli spiriti; il piccolo mondo degli angeli; il piccolo mondo dei diavoli; parliamo di sesso; le creature del piccolo popolo; vivere con gli angeli; scopri l'indovino che c'è in te; il potere di guarigione degli animali; visioni di angeli; domani è un altro giorno; roba da gatti; angeli protettori; il mondo delle fate; la luce degli angeli; non farti fregare dal passato!; il fantastico mondo delle creature dell'acqua; il maestro zen ha la coda; il libro degli scongiuri; di che colore sei?; troppo presto vecchi, troppo tardi furbi; come gestire le persone difficili; come mettere in pratica il potere di adesso (e. tolle); buddha in ufficio; un angelo è sempre con te; il gatto giorno per giorno; la chiave della longevità; angeli a 4 zampe; le 10 leggi universali; amore e sesso in ufficio; inquietanti coincidenze; le 10 regole per vedere oltre l'apparenza; la cabala in 10 minuti; il fantastico mondo dei nani; dominare l'artrite; testimoni dell'ignoto; il gigante che è in te; la mente del cane; la via è dentro di te; il miracolo è dentro di te; i nostri angeli salvatori; se hai qualcosa da dire, parla, se no, taci; viaggi fuori dal corpo; il fantastico mondo degli elfi e delle fate; il popolo del bosco; corso pratico di autoipnosi; la salute nelle pietre; le creature della notte; dai, che ce la fai!; un angelo con me; la voce degli angeli; vampiri della mente; spiriti guida; tradire senza tradirsi; credi in te; il piccolo manuale della leadership; il piccolo manuale del successo; buddha per manager; vedere senza occhiali; essere il migliore; rebirthing; brodo caldo per l'anima; un fiocco di neve nella mia mano; dominare il ronzio auricolare; siamo tutti sensitivi; la morte è di vitale importanza.
ora, siccome è ben vero che una casa editrice può anche pubblicare e autori bravi e autori meno bravi, e capolavori e libri senza pretese, poiché deve raggiungere platee vaste ed eterogenee; siccome è opportuno prima di formulare qualsivoglia giudizio andare a fondo delle cose, io l'ho letto tutto, il potere di adesso. e nel prossimo post mi proverò a parlarne diffusamente.
per l'intanto, al fine di inquadrare il personaggio e rendere il più possibile succulento l'antipasto, do un paio di indizi: il primo di carattere fotografico
il secondo di carattere biografico (secondo le stesse parole dell'Autore, dall'introduzione al libro): "fino al mio trentesimo anno di età ho vissuto in uno stato di ansia quasi continua, intervallato da periodi di depressione suicida. una notte, non molto dopo il mio ventinovesimo compleanno, mi svegliai nelle ore piccole con una sensazione di terrore assoluto... fui colto da una paura intensa e il mio corpo si mise a tremare. udii le parole "non opporre resistenza"...fui svegliato dal cinguettio di un uccello. non avevo mai udito un suono simile...presi in mano alcuni oggetti, una matita, una bottiglia vuota, meravigliandomi della loro bellezza e della vitalità di tutte le cose. per i successivi cinque mesi vissi in uno stato ininterotto di profonda pace e beatitudine. non avevo rapporti umani, né lavoro, né casa, né identità socialmente definita. trascorsi quasi due anni seduto sulle panchine dei parchi in uno stato di gioia intensissima. ma anche le esperienze più belle finiscono. qualcuno cominciò a venire da me a dirmi "voglio quello che hai tu. puoi darmelo e mostrarmi come si fa ad averlo?" e io rispondevo "ce l'hai già". da quella risposta è nato questo libro. prima di rendermene conto avevo ritrovato un'identità esteriore: ero diventato un maestro spirituale".
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alba tragica
bisogna leggerli, i blog.
come le lettere ai giornali, e gli sms che scorrono sulle reti private.
le palpitazioni di pippo, la tristezza di agnese, la frustrazione di marika.
bisogna ascoltare le conversazioni di tutti.
tutti sentono il bisogno di esprimersi. per la maggior parte delle persone è un mezzo per denunciare insoddisfazione. non so cosa accade ma so che accade e mi struggo. e, come il povero cane, in un mondo troppo complicato, abbaio, guaisco, latro. faccio un po' di casino, magari mi passa, magari la smettono, magari quelle dannate voci si placano. altro non posso.
(colgo l'occasione per dire, qui e ora, fuori argomento, che si scrive un po', con l'apostrofo, e non un pò, con l'accento. l'accento non c'entra niente, cazzo. l'apostrofo. l'apòstrofo. un poco-un po'. apòcope. perché sbagliano tutti? perché? perché? perché? perché?)
altri si indagano sulle cause, sul senso ultimo.
naturalmente giungono alla conclusione che nulla ha senso.
ci si domanda il perché di tanta diffusa infelicità (infelicità è la parola?)
secondo alcuni è la mancanza di fede in dio. l'ultimo portabandiera di tale originale pensiero è lo scrittore cormac mc carthy, il cui talento mi pare di non semplice individuazione.
secondo altri, dobbiamo cercare l'illuminazione.
ecco, questi sono interessanti più dei primi.
a questo proposito, vorrei dire due parole intorno a un autore che ha suscitato in me immediata simpatia e curiosità.
si tratta di eckhart tolle.
ne parlerò nel prossimo post. per l'intanto, devo dire una cosa: nessun fenomeno naturale mi mette ansia come l'alba.
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giovedì 7 agosto 2008
breve ma onesto autoritratto
quando bevo, mi verso la roba addosso.
quando mangio, mi sporco dappertutto.
mangio come una bestia. il più delle volte risulto disgustoso a chi ha l'avventura di dividere la mensa con me.
sono un gaffeur di prim'ordine. l'ansia, che visibilmente mi caratterizza, si riflette in ogni mia azione. parlo troppo, e a voce troppo alta.
parlo troppo velocemente, spesso mi mangio le parole o balbetto, a volte sputazzo.
inciampo nel parlare come nel camminare.
sono goffo nel gesto, inelegante nella postura.
spesso ho un'espressione da essere sottosviluppato, il viso prognato, il corpo leggermente ricurvo in avanti.
dall'età di sei anni porto gli occhiali, le cui lenti mi ingrandiscono gli occhi, in un contesto di per sé già non particolarmente delicato.
mi taglio i capelli da solo.
sono sovrappeso.
ho i piedi larghi.
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mercoledì 6 agosto 2008
i miei primi dieci
prima o poi doveva capitare.
1. intrigo internazionale
2. finalmente domenica
3. guerre stellari
4. broadway danny rose
5. la conversazione
6. barry lyndon
7. umberto d.
8. il testamento del mostro
9. la parola ai giurati
10. lo sport preferito dall'uomo
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sabato 2 agosto 2008
un pezzo di una vita da sarta
alla fine degli anni '80 aldo biscardi assunse al processo due giovani giornalisti: silvio sarta e gianni cerqueti. il secondo, un romano lezioso, presuntuoso e ambizioso, ha fatto carriera. almeno lui crede così. il primo era vanesio e venne destinato permanentemente al moviolone. il sito ricorda con la giusta accuratezza il sarta: "Silvio Sarta viene riconfermato al Moviolone"; "Silvio Sarta sempre al Moviolone"; "conferma di Silvio Sarta al Moviolone", ma non il cerqueti. chissà perché.
dopo anni trascorsi ad ingoiare bile all'ombra del moviolone, immaginiamo il sarta una mattina d'estate sistemarsi i capelli, salire le scale, penetrare virilmente nell'ufficio di biscardi e pretendere un ruolo più adatto alle sue capacità. l'assenza del sarta dalle successive edizioni del processo ci suggerisce la risposta del biscardi.
qualche tempo fa mi venne fatto di pensare alla sorte di sarta. tutto sommato i suoi coetanei assunti in rai erano giunti ad occupare poltrone di peso.
l'ho rivisto stasera, sul canale 910 di sky (nostradamus), che ogni tanto manda in onda le trasmissioni di una rete privata di teramo, tv sei.
ebbene, il nostro conduceva spigliato una trasmissione da una specie di sala mensa di un ospizio femminile abruzzese. le pareti rivestite di pessimi quadri (forse dopo c'era una televendita), una trentina di sedie di plastica bianche da due lire, vuote per metà, una co-conduttrice bionda ma simpatica, un chitarrista scarso (che mio figlio ha immediatamente indicato come "uguale al nonno"- non si capisce come, visto che mio padre avrà almeno vent'anni di più, capelli decisamente più corti e non ha mai preso in mano una chitarra in vita sua - meraviglie dei bambini).
comunque, la cosa è così: davanti all'illustre platea sarta ha detto che i giornalisti di rai e mediaset non conoscono la "consecutio temporum", ha detto che la cina è un paese di cui non dovremmo essere amici per via del tibet e di altre cose poco nobili, ha raccontato una fiaba medievale, ha intervistato un assessore, ha elogiato il chitarrista e ha concluso intonando, tra due allegre vecchiette, alcune strofe della canzone "vita spericolata" di vasco rossi, col sottofondo stonato del suddetto chitarrista.
con tutto questo, nonostante l'incredibilità del tutto, mi ha fatto piacere rivederlo. alla fine, nonostante lo squallore del contesto e le sue esternazioni senza senso, mi è sembrato più vero lui, silvio sarta, di tanti altri.
e poi mi piace il suo prenome.
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maledetto dialetto
son tutti lì a dire quant'è bello il dialetto. ah, la ricchezza del dialetto, guai a perdere il dialetto, dobbiamo riscoprire il dialetto, l'autentica cultura popolare sta nel dialetto, giù le mani dal dialetto, è il dialetto la vera lingua, eccetera eccetera.
bello sentire dire queste cose dagli attori impegnati, dagli scrittori, dai professori e perfino dai cantanti.
ecco, io penso che resteremo il paese del terzo mondo che siamo finché in Italia la lingua correntemente parlata dagli italiani continuerà ad essere lo stramaledetto dialetto.
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sabato 26 luglio 2008
venerdì 25 luglio 2008
le dimensioni
le dimensioni della mia testa di cazzo sono apocalittiche.
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mercoledì 23 luglio 2008
michel onfray
pare che l'autore del trattato di ateologia piaccia.
interviste, giornali, recensioni, foto, insospettabili ammiratori.
io non lo so ancora.
leggiucchiato quello che ho trovato, ho paura che vi siano troppi punti di contatto tra la filosofia di onfray e quella di garnier.
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