domenica 20 aprile 2008

la forza del messaggio

ho pensieri banali e mezzi modesti.
e questo è un vecchio discorso.
in poche parole, nessun messaggio ha un valore intrinseco, o un valore a prescindere.

mi spiego: dire "sono contro la sporca guerra" assume un valore diverso se a pronunziare le parole è il mahatma gandhi oppure adolf hitler.
se vogliamo dirla diversamente, la testimonianza ha un valore superiore alla dichiarazione di principio.

ebbene, tutti quanti si indignano quando il moralizzatore di turno (l'ultimo è il capo della polizia turca) viene regolarmente beccato a letto con sei battone.

ora si tratta di capire perché le coscienze collettive non vengano scosse in egual misura quando siamo costretti (perché lo siamo, bene o male) a sopportare gli architetti miliardari servi del denaro, della gloria e ancor più servi del capitalismo (immobiliare) i quali si proclamano a gran voce "comunisti" (e non tiriamo in ballo la solita storia di togliatti, il compagno prezioso che in quanto tale merita una preziosa casa); oppure l'omino vestito di bianco (perché puro come un giglio) con i suoi monili, i suoi ori, i suoi tessuti ricercati, le sue scarpe di capretto che predica per il poco.

il giorno in cui vedrò l'uomo puro come un giglio vivere in una baracca senza luce né gas, senza sete pregiate né forzieri colmi di luigi, forse lo ascolterò con maggiore attenzione.



martedì 15 aprile 2008

e invece ha vinto

quindi, avremo:
in luogo della serietà di Prodi, la simpatia di Berlusconi
in luogo della compostezza esattoriale di Padoa-Schioppa, l'acido autismo di Tremonti
in luogo del ciuffo di Gentiloni, la faccia di Gasparri
in luogo della semplicità contadina di D'Alema, la spumeggiante ironia di Frattini
in luogo delle gambe della Melandri, quelle della Prestigiacomo.

in tutto questo, l'unica cosa che mi ha fatto davvero contento è lo 0,3 che ha preso la lista del direttore del foglio. lui e tutti i suoi cortigiani magniloquenti e ispirati. poveri buffoni, che figura di merda.

giovedì 10 aprile 2008

perde

il diligente conformismo che informa di sé la cosiddetta blogosfera prevede, tra i numerosi obblighi, che si parli male del candidato premier berlusconi.

io, più che parlarne male, vorrei dare testimonianza di luminosa chiaroveggenza e verità.

devo dire che, per quanto mi riguarda, una volta tolto di mezzo il Grande Ritardato, mi va bene chiunque (ho scoperto con un certo sgomento che non c'è programma di partito con il quale non mi trovi d'accordo almeno su un punto).

pertanto nell'ultimo mese ho dribblato con destrezza tutte le trasmissioni televisive con i candidati alle elezioni politiche. fino a stamattina, quando ho visto berlusconi ospite di omnibus la7.

non ho resistito che 10 minuti. però sono bastati per farmi capire.

perderà. incredibilmente, perderà.

se poi, gia che c'è, si toglie dalle palle anche dalla presidenza della Squadra, ci fa cosa gradita.

giovedì 3 aprile 2008

meet the stars

a milano, la sera, anche mentre si torna a casa in vespa, si possono incontrare i vip.

per esempio il famoso giornalista (che chiameremo Facci) che a bordo della sua automobile non ti dà la precedenza in piazza Firenze e poi passa col rosso all'incrocio successivo, senza badare alle tue vereconde istanze di chiarimento.

mercoledì 2 aprile 2008

quel frocio di tinky winky

qualche mese fa i polacchi hanno bandito dalla televisione i teletubbies perché sono sessualmente ambigui.
nel mirino in particolare tinky winky (a destra nella foto) che dovrebbe essere maschio ma porta una borsetta da femmina.





i polacchi non hanno torto, a ben vedere. gli allegri e colorati pupazzi dovrebbero essere asessuati, ma tinky winky è palesemente gay. la voce italiana è un po' meno garrula di quella da romantica zia inglese dell'originale (la sua esclamazione più virile in inglese è "oh dear!").

e così abbiamo un'altra preoccupazione in più.

martedì 1 aprile 2008

anna dei miracoli

la mia facilità a scoppiare improvvisamente in lacrime è diventata intollerabile.

l'altro giorno stavo illustrando a una persona l'esistenza di uno dei capolavori di arthur penn, di cui al titolo.
ebbene, nel raccontare la famosa scena della fontana, ho trattenuto a stento il pianto.
se poi aggiungo che oggi nel segreto della mia stanzetta stavo per ricaderci solo sfogliando alcune pagine web dedicate al film, posso concludere che mi trovo in una condizione un poco instabile.

sul disordine

tutti gli uomini sono ordinati o disordinati.
la divisione è netta, universale e per nulla arbitraria o gratuita.

l'uomo ordinato può rispondere a due grandi impulsi: l'impulso psicologico, che è la coazione a "mettere in ordine" o a "mettere ordine", e l'impulso razionale, cosmico. quest'ultimo, a differenza del primo, è un impulso alto. l'uomo ordinato perché spinto dall'impulso cosmico spera di riprodurre l'armonia celeste, spera di conferire un contributo a ristabilire la perfezione, minacciata continuamente dagli atti sconsiderati degli altri uomini. il primo e meno nobile impulso risponde invece a un bisogno interiore e meno lucido. ovvero estinguere il disordine interiore mediante la costruzione di un ordine esteriore che sia evidentemente apprezzabile.
l'uomo ordinato del primo tipo è dunque intrinsecamente disordinato e perciò confuso, diviso.

la natura segue il principio entropico. la materia diviene e muta, evolve. l'energia si scambia. il "momento prima" non è più riproponibile dopo. la natura è disordine.
le leggi della fisica classica confermano l'assunto.

la volontà di "mettere in ordine" o di "fare ordine" è, con tutta chiarezza, un atto di violenza verso la natura. così, tenere in ordine la scrivania è una scelta di violenza contro se stessi. l'uomo ordinato è sempre in qualche modo violento. l'uomo ordinato è problematico.

non dobbiamo confondere la ricorrenza di regole matematiche nelle manifestazioni dell'essere (i numeri di fibonacci, la sezione aurea, i frattali) con l'ordine.
l'ordine non è simmetria, armonia. l'armonia della natura, l'equilibrio delle cose è sublime disordine, è disordine allo stato più elevato. è la mescolanza, appunto, la mescolanza perfetta. secoli, millenni di intersezioni, unioni, commistioni.

pensiamo ora a enti e istituzioni che predicano il valore dell'ordine. collegi, chiese, movimenti radicali. il tratto comune è la coazione, la spinta a fare. dal momento che le cose non si mettono in ordine da sole (secondo questa idea di ordine), ci vuole qualcuno che ce le metta.
energia sprecata per fare ordine. vita da salmoni. l'uomo ordinato spende buona parte del suo tempo a fare ciò. nel momento in cui "diviene ordinato" il nostro uomo perde ogni appiglio, diventa appiglio anzi lui stesso. appiglio per norme morali e sociali, convenzioni. il prete, il colonnello, il gendarme, il buon padre di famiglia, il preside, il filosofo tedesco della morale sono necessariamente ordinati.

l'uomo disordinato, come tutti sanno e conoscono, assai di rado smarrisce qualcosa. molto più spesso capita di vedere uomini ordinati girare prima o poi con la girandola sulla testa, o con l'ascia in mano, ancora sanguinante.


nota: leggendo qualche tempo fa il catechismo della chiesa cattolica ho notato con grande interesse che la parola che definisce ogni devianza rispetto al precetto è "disordine". secondo i preti, dunque, l'uomo disordinato è immorale. puntini.

lunedì 31 marzo 2008

della superiorità morale del pensiero cristiano

vorrei capire il motivo per cui una persona non possa dedicarsi in privato alle pratiche sessuali che preferisce, pena la perdita di "credibilità" presso l'"opinione pubblica".

sabato 29 marzo 2008

non ho vent'anni di tempo a disposizione
e poi non ne ho voglia
preferisco metterti una patata in bocca, imbavagliarti e legarti
ma perchè, perchè è così difficile?
vedi, tutti quei matti dei film o sui giornali che poi li porta via la polizia, quelli non sono matti per niente
è che non avevano tempo, non ce la facevano ad aspettare
mentre io, secondo te, dovrei arrivare a trovarti all'ospedale, mentre sei lì con la bava e la flebo per sentirmi dire che hai capito.
potresti essere mio padre, mia moglie, un mio amico.
nessuno sa più ascoltare, e io, per farmi sentire, per farmi capire, non ho altri strumenti che la violenza.
la maggior parte degli uomini trascorre la propria vita cercando di farsi comprendere.
alla fine, con qualcuno, l'impresa riesce.
e bada che io sono pronto ad ascoltarti.
se mi vuoi parlare, non c'è bisogno di portarmi nello scantinato. me lo dici, io vengo a casa tua, mi siedo tranquillo e ti ascolto. per giorni, ore, settimane, mesi se vuoi.

palle. non è vero.
l'unico modo perché io ti ascolti è costringermi a farlo.

mercoledì 19 marzo 2008

rutelli o briatore?

dal blog di luca sofri traggo questa bella fotografia.

domenica 16 marzo 2008

e se einstein non ci fosse mai stato, o dante, o yesterday
se la gente non stesse meglio. se non ci fosse la penicillina
quanto è importante l'esistenza di yesterday e della penicillina?

la certezza di non essere sentito. la certezza di essere solo.
spesso le due cose sono in conflitto.
se sono certo di essere solo posso non essere certo di non essere sentito.
è meglio essere certi di essere soli o certi di non essere sentiti?
la vera solitudine è non essere sentiti.
se sei solo puoi suonare la chitarra. puoi stare lì a suonare lo stesso accordo per un sacco di tempo, cercando di arpeggiare in un modo che ti sembri dignitoso. puoi appoggiare l'orecchio sinistro alla cassa armonica mentre pizzichi una nota a vuoto, magari il la, e senti tutto quello che c'è dentro.

un sacco di persone hanno ottime idee e argomenti intorno alle cose.
la dimensione del dover essere è sentita.

voglio il mio binario nichilista
un mio amico ha 35 anni e non ha mai avuto una ragazza. ha conosciuto la figa ma non la carezza. soffre.
un altro ha problemi troppo gravi per rendersene davvero conto.
un altro ancora ci prova, ci crede, in fondo. e sta male.
lasciamo stare quelli che non ci sono più.

mi compro un terreno. mi trasferisco in sicilia. mi metto a fare il contadino.
pomodori, peperoni, agrumi. smetto di leggere. mi spezzo la schiena. seguo il sole. ritorno analfabeta. mi tengo le carie. mi tengo l'acidità di stomaco. la sera piazzo la sdraio e guardo in su.
divento un personaggio di un film americano. quelli che rifiutano il mondo, scagliano il telefono nel lago, si fanno crescere la barba, cacciano l'intruso, pasturano la gallina.
vorrei averne il coraggio, un giorno.

vado in pellegrinaggio. a piedi. la via francigena. santiago.

da domani solo cose inutili. sfidare l'esistenza a perdere concretamente di senso.

sabato 15 marzo 2008

ieri

ieri sera tre buoni samaritani hanno fatto compagnia al nostro davanti a una bottiglia di rosso e un paio di taglieri. non accadeva da anni. i tre sono stati pazientemente e benevolmente ad ascoltare diciamo per un paio d'ore l'ininterrotto flusso di sciocchezze urlato dal nostro, il quale, a parere del cronista, era troppo eccitato dalla compresenza di mensa e sodali perché potesse dare un senso seppur minimo ai suoi discorsi.

il nostro li ringrazia qui pubblicamente.

mercoledì 12 marzo 2008

la sempre grande internazionale

lo so che sono un poveraccio. l'ultimo dei poveracci.
sono squallido, meschino e abietto.
sono un essere spregevole e miserrimo.
ma godo.
godo.

domenica 9 marzo 2008

la questione ontologica

avrebbe dovuto, questo post, trattare dell'argomento a me più caro, quello appunto del titolo.
quello per cui, per fare un esempio, non dobbiamo prendercela con le donne perché si comportano o ragionano in un modo che a noi maschietti pare strano, e ciò in quanto ripetono comportamenti naturali, ovvero obbediscono a una matrice talmente a loro consustanziale da essere insuscettibile di giudizio. la formica non può che comportarsi da formica, e l'umano da umano.
invece no. di una questione come questa, sulla quale, non ho dubbi, vaste menti hanno versato fiumi di inchiostro, io non posso trattare che per il periodo di una mezza serata, diciamo dalle 22 alle 24, oppure, che è la stessa cosa, in un paio di post scribacchiati qui e là.
pigrizia, cialtroneria, superficialità, inconsistenza: le mie antiche alleate.

su fox life (e su la7) c'è un programma che si chiama "i viaggi di nina". prodotto da quelli di milano/roma e scritto da claudio canepari. si tratta di un viaggio intorno al mondo delle donne omosessuali, girato con la telecamera dalla nina che non si vede mai.
stasera c'erano alcune storie. una mi ha commosso.
due ragazze laziali che stanno insieme da sei anni e che si sono sposate. una bruna, l'altra bionda. entrambe molto brutte, goffe, strampalate. la bruna alta, grossa, con i denti superiori estremamente sporgenti, la bionda piccola piccola, grassa, le braccia corte, gli occhiali spessi.
ho visto queste ragazze pulire i fornelli della cucina con la spugna gialla e verde, e commuoversi nel fare la valigia.
le ho viste passeggiare per le ramblas in viaggio di nozze. e le ho viste abbracciarsi, e camminare mano nella mano.

tutto quello che volete: i freaks che si cercano, i condizionamenti sociali, le brutte esperienze coi maschi, la reciproca compassione, e magari, chi lo sa?, anche un po' di aiuto dalla regia.

ma io ho visto due esseri umani volersi teneramente, profondamente bene.
e quindi, per l'intanto, tanti saluti alla questione ontologica.

mercoledì 5 marzo 2008

il bello di avere un blog

pannella è penoso, con i suoi piagnistei da bambino dell'asilo. lo sento in radio tutti i giorni e non fa altro che frignare. sono stato tentato di votarli, i radicali, quale unico partito anti-papa, ma ho cambiato presto idea. non andrò alle urne, oppure, se opportunamente ebbro, scriverò franco baresi, o merde, ladri, viva la figa, viva il re.

cassano è il più forte giocatore italiano. il fatto che sia anche una gigantesca testa di cazzo e che si prenda le sacrosante giornate di squalifica non toglie che è bello vederlo giocare, ed è questo il motivo per cui la gente paga il biglietto (o l'abbonamento a sky).

la trasmissione alle otto della sera su radiodue è bellissima e ne consiglio l'ascolto a tutti. a parte una terrificante monografia su fellini, qualche mese fa, sono tutte imperdibili. in questi giorni la vita e l'opera di van gogh, di giordano bruno guerri.

il milan è uscito meritatamente dalla champions league. sono contento per il vice presidente vicario galliani, una delle persone più squallide di questo mondo. uno che quando lo intervistano gli devono fare domande compiacenti altrimenti si arrabbia e se ne va, diffondendo il terrore. peggio di lui c'è solo baldini, ex d.g. della roma, presto ai vertici di lega o federcalcio, avendo tutti i requisiti.

l'assolo di sweet child o' mine è, positivamente, una delle vette della musica di tutti i tempi. una delle tante (non necessarie) dimostrazioni che il sublime non è generato dalla cultura.

libri in lettura: lo scrittore fantasma, il mulino di amleto, il demiurgo, il risorgimento italiano.