tutti gli uomini sono ordinati o disordinati.
la divisione è netta, universale e per nulla arbitraria o gratuita.
l'uomo ordinato può rispondere a due grandi impulsi: l'impulso psicologico, che è la coazione a "mettere in ordine" o a "mettere ordine", e l'impulso razionale, cosmico. quest'ultimo, a differenza del primo, è un impulso alto. l'uomo ordinato perché spinto dall'impulso cosmico spera di riprodurre l'armonia celeste, spera di conferire un contributo a ristabilire la perfezione, minacciata continuamente dagli atti sconsiderati degli altri uomini. il primo e meno nobile impulso risponde invece a un bisogno interiore e meno lucido. ovvero estinguere il disordine interiore mediante la costruzione di un ordine esteriore che sia evidentemente apprezzabile.
l'uomo ordinato del primo tipo è dunque intrinsecamente disordinato e perciò confuso, diviso.
la natura segue il principio entropico. la materia diviene e muta, evolve. l'energia si scambia. il "momento prima" non è più riproponibile dopo. la natura è disordine.
le leggi della fisica classica confermano l'assunto.
la volontà di "mettere in ordine" o di "fare ordine" è, con tutta chiarezza, un atto di violenza verso la natura. così, tenere in ordine la scrivania è una scelta di violenza contro se stessi. l'uomo ordinato è sempre in qualche modo violento. l'uomo ordinato è problematico.
non dobbiamo confondere la ricorrenza di regole matematiche nelle manifestazioni dell'essere (i numeri di fibonacci, la sezione aurea, i frattali) con l'ordine.
l'ordine non è simmetria, armonia. l'armonia della natura, l'equilibrio delle cose è sublime disordine, è disordine allo stato più elevato. è la mescolanza, appunto, la mescolanza perfetta. secoli, millenni di intersezioni, unioni, commistioni.
pensiamo ora a enti e istituzioni che predicano il valore dell'ordine. collegi, chiese, movimenti radicali. il tratto comune è la coazione, la spinta a fare. dal momento che le cose non si mettono in ordine da sole (secondo questa idea di ordine), ci vuole qualcuno che ce le metta.
energia sprecata per fare ordine. vita da salmoni. l'uomo ordinato spende buona parte del suo tempo a fare ciò. nel momento in cui "diviene ordinato" il nostro uomo perde ogni appiglio, diventa appiglio anzi lui stesso. appiglio per norme morali e sociali, convenzioni. il prete, il colonnello, il gendarme, il buon padre di famiglia, il preside, il filosofo tedesco della morale sono necessariamente ordinati.
l'uomo disordinato, come tutti sanno e conoscono, assai di rado smarrisce qualcosa. molto più spesso capita di vedere uomini ordinati girare prima o poi con la girandola sulla testa, o con l'ascia in mano, ancora sanguinante.
nota: leggendo qualche tempo fa il catechismo della chiesa cattolica ho notato con grande interesse che la parola che definisce ogni devianza rispetto al precetto è "disordine". secondo i preti, dunque, l'uomo disordinato è immorale. puntini.